Silvia Franceschi

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Silvia Franceschi
L'ingegnera ambientale

Originaria di una valle trentina nei pressi del Lago di Garda, Silvia Franceschi ha studiato ingegneria ambientale con specializzazione in idrologia, geomorfologia e idraulica all'Università di Trento, dove ha collaborato con il Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale. Oggi vive e lavora a Bolzano.Insieme al meranese Andrea Antonello, ex compagno di studi divenuto suo socio d'affari, nel 2005 ha costituito HydroloGIS. Questa società esegue studi idrologici e geomorfologici, analisi ambientali integrate con GIS e valutazioni sulle risorse energetiche rinnovabili, oltre a sviluppare pacchetti software a supporto di applicativi tecnici per la pianificazione e la gestione ambientale. La scelta di appoggiarsi al TIS innovation park di Bolzano è dovuta all'attenzione, manifestata già all'epoca, per il software aperto ed i temi ambientali.

Può descriverci brevemente la Sua attività?

I dati da noi rilevati hanno acquisito un'importanza crescente negli ultimi anni. Si tratta di informazioni riferite a determinati punti o campi geografici, decisivi nelle fasi di pianificazione e realizzazione di progetti edili o stradali: ad esempio, esaminiamo l'effetto della pioggia o dell'irraggiamento solare su un particolare luogo. Ci occupiamo anche della progettazione d'impianti fotovoltaici e idroelettrici, sviluppando materiale cartografico a supporto della pubblica amministrazione nella programmazione d'interventi su strade ed edifici e nella cartografazione della vegetazione. Un'esperta d'idromorfologia, quale sono io, analizza l'acqua e i suoi effetti quando entra a contatto con il terreno, dal momento in cui cade dal cielo fino a quando viene assorbita da ruscelli e fiumi nel suo percorso verso il mare. Infine, valutiamo gli effetti delle energie rinnovabili sull'ambiente dal punto di vista del rumore, della visibilità, ecc.

Cosa significa la seconda parte della vostra denominazione aziendale, GIS?

È l'acronimo di Sistemi Informativi Geografici (in inglese), attraverso cui è possibile rilevare, elaborare e analizzare i dati e i processi geo-ambientali.

La vostra azienda lavora con Open Source e Open Data. Quali sono, a Suo avviso, vantaggi e svantaggi?

Nel primo caso si tratta di programmi o software a sorgente libera, di cui possono cioè essere divulgati anche i codici. Gli Open Data, invece, sono dati liberamente disponibili. Con il termine "open", di solito, ci si riferisce a risorse gratuite, ma non è sempre così: se è vero per i dati, non lo è necessariamente per i software. Ciò significa che la licenza è Open Source, ma non gratuita. Lo stesso vale anche per le app, che possono avere un determinato costo. Al contrario, se questo termine è applicato alle informazioni, queste sono sempre liberamente accessibili da tutti a costo zero. Per tecnici e programmatori, ciò rappresenta un enorme progresso e un accrescimento della professionalità. Fino a pochi anni fa, infatti, non era affatto scontato che determinati dati potessero essere scaricati da un sito internet: all'epoca, per ottenere tali informazioni era necessario superare iter burocratici non indifferenti, che prevedevano la presentazione di una richiesta dettagliata al competente ufficio. Una volta approvata la domanda, i dati venivano messi a disposizione entro un certo lasso di tempo tramite un CD, da ritirare di persona. "Open" non significa, tuttavia, assenza di regolamentazione o sicurezza: l'accesso avviene sempre attraverso portali sicuri che sfruttano una sorta di archivio.

HydroloGIS ha sviluppato un'app chiamata Geopaparazzi. Di cosa si tratta?

Geopaparazzi è un'applicazione per smartphone Android, funzionale al rilevamento dei dati sul terreno. Grazie a una cartina preinstallata (ad esempio, anche OpenStreetMap), gli utenti vengono localizzati sul territorio attraverso il collegamento GPS del loro smartphone e, in un determinato luogo, possono prendere appunti, scattare fotografie, ecc. Con quest'app si evita l'incertezza legata alle annotazioni su carta, eliminando una possibile fonte di errore nella successiva digitalizzazione, garantendo così una localizzazione precisa.

Questa app è stata programmata in Linux con Open Software. Ci può spiegare i motivi di tale scelta?

È solo una questione di preferenze personali, tramandate dal nostro docente universitario, il prof. Riccardo Rigon, con cui abbiamo scritto la tesi a Trento. È stato uno dei primi a occuparsi di questa materia e noi ne eravamo affascinati. Alcuni strumenti impiegati nel nostro lavoro derivano proprio da lui: si potrebbe dire che li abbiamo ereditati gratis, perché sono "liberi". E poiché è tutto un dare e avere, in costante sviluppo, abbiamo fatto questa scelta. Non è sempre necessario ripartire da zero, talvolta si può lavorare a ciò che già è stato già creato, migliorandolo e mettendolo a disposizione di altri. In questo modo si risparmiano preziose risorse in termini di tempo e denaro, impiegandole in maniera più efficace.

Maggiori inforamzioni

HydroloGIS
https://sites.google.com/a/hydrologis.com/hydrologis-environmental-engineering-en/

Geopaparazzi
http://www.geopaparazzi.eu